Il Festival delle Dimore Storiche del Friuli Venezia Giulia, organizzato dall’Associazione Dimore Storiche Italiana – Sezione FVG (A.D.S.I. FVG), promuove il patrimonio culturale, storico, artistico e paesaggistico delle dimore storiche private, abitate ancor oggi dai proprietari, che aprono le proprie case, giardini e parchi ai visitatori, facendo loro da guide per raccontare le storie suggestive di cui sono impregnate.
Rendi la tua esperienza al Festival ancora più speciale soggiornando in affascinanti dimore storiche del territorio.
Potrai scegliere tra eleganti residenze ricche di storia e charme come Casa Foffani (Clauiano), Casaforte Bergum (Remanzacco), La Brunelde casaforte d’Arcano (Fagagna), Palazzo Scolari Salice (Polcenigo), Villa Attems (Lucinico), Villa Gallici Deciani (Montegnacco di Cassacco).
Lasciati avvolgere dall’atmosfera unica di questi luoghi e vivi il Festival in modo autentico.
Per verificare la disponibilità e prenotare il tuo soggiorno, visita la pagina della dimora che preferisci e clicca su “Pernotta da Noi”.
Accesso alle visite
La visita guidata alla dimora è offerta ai visitatori che aderiranno per donazione libera alla raccolta fondi (minimo €10 a persona, gratuita per minorenni accompagnati; titolari della tessera Socio ADSI e Amico delle Dimore Storiche; titolari di Disability Card; giornalisti accreditati da ADSI FVG), che serviranno a sostenere i progetti di valorizzazione turistica del patrimonio culturale privato di ADSI FVG.
Orari
Le visite e gli eventi verranno effettuati secondo gli orari specificati per ogni dimora.
Prenotazione obbligatoria su: visit.declaricini.it
Per ogni ora saranno ammessi massimo 15 visitatori. Al termine delle visite verrà offerto un aperitivo ai partecipanti.
Prenotazione obbligatoria su: visit.declaricini.it
Alle ore 17.30 avrà luogo, nella canipa medievale, il Laboratorio di Cucina Storica dai ricettari di Casa Arcano, con Elisa Pallavicini.
A seguire Cena conviviale, alle ore 20:30, riservata ai partecipanti del Laboratorio; in collaborazione con AICS.
€60.00 a persona. Prenotare a: info@labrunelde.it
Alle ore 18.00 avrà luogo il Concerto “Šostakóvič incontra Michelangelo” a cura dell’Associazione Musicale Sergio Gaggia con protagonisti notevoli interpreti quali il cantante basso Frano Lufi e il pianista Leonardo Zunica. Il programma prevede l’esecuzione delle liriche di Michelangelo Buonarroti musicate dal grande compositore moscovita con i testi originali in italiano. Nel concerto potremo per la prima volta ascoltare un antico pianoforte Bösendorfer, recentemente acquisito e restaurato dai proprietari del Palazzo.
Prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento dei posti, a: silvia.assgaggia@gmail.com
Biglietti interi € 15,00, ridotti € 12,00 (soci Gaggia, Slowfood) studenti € 3,00
Alle ore 18.30 avrà luogo la presentazione del libro “Torte di guerra” di Marisa Sestito. Storie di vita, dolore e speranza
Alle ore 20.30 avrà luogo un concerto con Ruben Xhaferi, pianoforte.
In collaborazione con l’Accademia Musicale A. Ricci di Udine.
Biglietti tariffa unica € 10,00 a persona. Prenotazioni a: accademiaricci@virgilio.it
Alle ore 18.30 avrà luogo l’Aperitivo con l’arte – Caravaggio – in collaborazione con Associazione Adelinquere.
Per informazioni e biglietti contattare https://aperitivoconl’arte.it
Durante gli orari di visita, nelle due giornate del Festival, sarà possibile effettuare la degustazione dei vini dell’Azienda agricola Borc da Vila, a € 20,00 a persona.
Sarà inoltre possibile acquistare i vini dell’azienda stessa.
Alle ore 18.00 avrà luogo la presentazione del libro “Acque vive. La via dei Fiumi in FVG” di Cristina Noacco
Durante gli orari di visita sarà possibile effettuare la degustazione di 3 vini pressi il Wine Bar Giardini di Ritter de Záhony.
€ 5.00 a persona
Alle ore 18.30 avrà luogo la presentazione del libro “IL FRIULI NEL NOVECENTO” di Attilio, Giuseppe, Paolo Brisighelli
Memorie in immagini
Durante le giornate del Festival, al termine delle visite, si potrà ammirare nell’annesso rustico la mostra “Il giardino illuminista francese; fabriques, follies. Una serie di stampe”
Alle ore 20.30 avrà luogo il concerto “Libra Duo” Giulia Freschi, soprano – Alessandro Del Gobbo, pianoforte.
In collaborazione con l’Accademia Musicale A. Ricci di Udine
Biglietti tariffa unica € 10,00 a persona. Prenotazioni a: accademiaricci@virgilio.it
Alle ore 16.00 avrà luogo il concerto del Trio David. In collaborazione con l’Accademia Musicale A. Ricci di Udine
Gloria Santarelli, violino – Chiara Mazzocchi, viola – Tommaso Castellano, violoncello
Biglietti tariffa unica € 10,00 a persona. Prenotazioni a: accademiaricci@virgilio.it
Ai visitatori verrà offerto un calice di benvenuto e visita della cantina. Per finire degustazione di 3 vini accompagnata da stuzzichini del territorio.
€ 15.00 a persona
Nelle due giornate del Festival, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, si potrà ammirare la mostra “La bellezza del filo: uncinetto friulano e merletto a tombolo- collezione privata”.
Nelle due giornate del Festival, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, si potrà ammirare la mostra“La danza interiore del colore”: esposizione di opere di Gianluca Vaghini. (nato a Piacenza nel 1966, le sue opere possono attraversare il figurativo, l’astratto e il simbolico proprio come l’anima attraversa stagioni interiori diverse).
Alle ore 17.00, nel granaio della mostra “I Colori del Vino”, Federico Guariglia presenterà il libro “Istantanee d’altri tempi” (Una storia familiare d’inizio ‘900 a Bari) di Maria Renata Sasso.
Alle ore 11.00 ed alle ore 16.00 avrà luogo, nella cucina storica, la conversazione “Ceramica e cucina nei Bergum tra medioevo e postmedioevo” con la Dottoressa Valentina Fiapp su reperti trovati in loco.
Alle ore 10.00 avrà luogo la conversazione “Gli Arcano e la Brunelde: una storia millenaria” con il co. Maurizio d’Arcano Grattoni
Ingresso libero
Alle ore 11.00 avrà luogo il concerto di chitarra con Stéphan Masserano. In collaborazione con l’Accademia Musicale A. Ricci di Udine
Biglietti tariffa unica € 10,00 a persona. Prenotazioni a: accademiaricci@virgilio.it
Durante gli orari di visita, nelle due giornate del Festival, sarà possibile effettuare la degustazione dei vini dell’Azienda agricola Borc da Vila, a € 20,00 a persona.
Sarà inoltre possibile acquistare i vini dell’azienda stessa.
Alle ore 18.00 avrà luogo la presentazione del libro “Il Ribelle” di Nilo D’Osualdo, con il Patrocinio dell’Associazione Stellinani
Dalle ore 12.00 sarà possibile fare un picnic nel parco botanico.
Alle ore 17.00 avrà luogo, nell’orangerie della villa, il concerto “Da Ludwig a Rach”
Francesco Dillon, violoncello, Lucrezia Proietti, pianoforte, Elena Abbado, enorelatrice
Musiche di L. van Beethoven, G. Faurè, S. Rachmaninov
organizzato dall’Associazione Musicale Sergio Gaggia nell’ambito della rassegna Enoarmonie 2026
Prenotazioni a: silvia.assgaggia@gmail.com Biglietti interi € 15,00, ridotti € 12,00 (soci Gaggia, Slowfood) studenti € 3,00
Durante gli orari di visita sarà possibile effettuare la degustazione di 3 vini pressi il Wine Bar Giardini di Ritter de Záhony.
€ 5.00 a persona
Alle ore 18.30 avrà luogo lo spettacolo “Atmosfere dell’Ottocento: danze storiche a Palazzo Orgnani” a cura della Società di Danza Triestina, diretta da Carla Collina.
Ingresso libero
Alle ore 18.00 avrà luogo la presentazione del libro “Prima pagina” di Antonella Fiaschi. Converserà con l’autrice l’avvocato Enrico Leoncini.
Ingresso libero, è gradita la prenotazione.
Durante le giornate del Festival, al termine delle visite, si potrà ammirare nell’annesso rustico la mostra “Il giardino illuminista francese; fabriques, follies. Una serie di stampe”
Alle re 17.30 avrà luogo il concerto con Paola Gregoric, arpa. In collaborazione con l’Accademia Musicale A. Ricci di Udine
Biglietti tariffa unica € 10,00 a persona. Prenotazioni a: accademiaricci@virgilio.it
Gli ospiti potranno visitare le mostre “I Colori del Vino” e la mostra antologica della pittrice Margherita Gabrielli.
In uscita passando per l’ Antico Cantinone sarà possibile assaggiare vini pregiati della Cantina Foffani.
Tra le 11.00 e le 13.00 e tra le 17.00 e le 18.00 avrà luogo la degustazione dei vini dei produttori di Refosco di Faedis http://www.refoscodifaedis.it/ che si terrà sotto il gelso monumentale se il tempo sarà favorevole. € 10.00 a persona
Nelle due giornate del Festival, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, si potrà ammirare la mostra “La bellezza del filo: uncinetto friulano e merletto a tombolo- collezione privata”.
Nelle due giornate del Festival, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, si potrà ammirare la mostra“La danza interiore del colore”: esposizione di opere di Gianluca Vaghini. (nato a Piacenza nel 1966, le sue opere possono attraversare il figurativo, l’astratto e il simbolico proprio come l’anima attraversa stagioni interiori diverse).
| Title | Category | Address |
|---|
La dimora è la sede di un’antica famiglia friulana che tuttora la abita. Il nucleo più antico è del ‘500 ma è stata in seguito ampliata e modificata nel ‘700, nell’800 e nella prima metà del ‘900. All’interno vi sono sale affrescate, arredi d’epoca, una cappella e un archivio familiare con documenti dal XIII al XIX secolo.
Nel ‘700 il conte Fabio Asquini ne fece il centro di un’importante azienda agricola dove, tra l’altro, si produceva il vino Picolit, esportato nelle Corti di tutta Europa, e dove si utilizzava la torba come combustibile per cuocere laterizi e stoviglie. Il giardino aperto ai visitatori, in fondo al quale si trova una chiesa del XV secolo, fu realizzato alla fine dell’800 secondo il gusto romantico allora in voga ed è stato recentemente ampliato dagli attuali proprietari.
Alle ore 17.00, nel granaio della mostra “I Colori del Vino”, Federico Guariglia presenterà il libro “Istantanee d’altri tempi” (Una storia familiare d’inizio ‘900 a Bari) di Maria Renata Sasso.
Gli ospiti potranno visitare le mostre “I Colori del Vino” e la mostra antologica della pittrice Margherita Gabrielli.
In uscita passando per l’ Antico Cantinone sarà possibile assaggiare vini pregiati della Cantina Foffani.
Il complesso padronale Calligaris ora Foffani è tra quelli di maggior spicco nella piazza di Clauiano, Borgo tra i più Belli d’Italia. Il Borgo è costituito in prevalenza da palazzetti e case settecentesche o trasformate in quel periodo, un ottimo esempio di architettura tradizionale e rurale friulana. L’abitazione principale ed i fabbricati annessi, che si trovano oggi quasi nella stessa configurazione di un’ antica mappa del 1774, è sempre stata abitata dalla Famiglia Calligaris, come risulta da documenti datati 1608 e 1687.
Oggi, unico proprietario è Giovanni Foffani, figlio di Maria Calligaris.
Il complesso è un esempio di architettura borghese di campagna, destinato storicamente all’azienda agricola padronale ed in particolare alla produzione di vino (documentata ufficialmente fin dal 1789) e all’allevamento dei bachi da seta.
Nel 1704 venne ceduta una parte del cortile, e a seguire venne edificata la “torretta”, oggi adibita a grazioso alloggio per vacanze (Casa Antica Mosaici), con le antiche scale in legno e gli stucchi dell’epoca sui soffitti del primo piano.
Durante la seconda guerra mondiale, l’abitazione fu sede prima del comando tedesco della zona e poi di quello americano.
Il giardino stupisce sempre per il suo glicine secolare, che si è arrampicato sugli alberi vicini. Difficile da catturare con una sola immagine, va scoperto a poco a poco per le sue forme ed il suo profumo tra aprile/maggio, prima che i petali dei suoi fiori cadano e formino per alcuni giorni un tappeto morbido e viola sopra la ghiaia.
Prima di visitare la cantina, è piacevole una passeggiata in giardino, che si caratterizza, oltre che per il glicine, per una diffusa presenza di rampicanti alle pareti, principalmente edera. Nella parte più ampia, verso la vigna, si incontrano alberi secolari, come il cedro del Libano, la magnolia e dei pini argentati. Completano e chiudono gli spazi ligustri, tigli e bagolari, tutti attorno al grande giardino.
Per ogni ora saranno ammessi massimo 15 visitatori. Al termine delle visite verrà offerto un aperitivo ai partecipanti.
La casa e studio Valle a Udine è un complesso formato da due case adiacenti parti di un lotto gotico nel centro storico di Udine e comprendente all’interno un giardino con una terza casa isolata. La casa principale di tre livelli con una superficie totale di 470 mq è posta all’angolo tra la storica Piazza Primo Maggio –ai piedi del colle del castello di Udine- e Via Giovanni da Udine. È un edificio di tre piani con un portico sull’angolo ed è occupato al piano terreno dallo Studio Valle Architetti Associati e al primo e secondo livello da una prima abitazione. Il nucleo della casa risale al 1530 circa con successive aggiunte sette-ottocentesche tra cui un corpo di fabbrica rivolto verso il giardino che forma un ampio terrazzo di 50 mq al primo piano. La seconda casa è un edifico settecentesco di tre piani che si affaccia su Via Giovanni da Udine con una superficie totale di 180 mq ed è collegata internamente alla casa principale su tutti e tre i livelli. Vi sono due scale principali: una per la parte cinquecentesca accessibile dal portico e che connette tutti i livelli con la strada; una per la parte ottocentesca che connette tutti i livelli con la strada e il giardino interno. Il giardino posto a sud delle due case e affacciato su Piazza Primo Maggio è un uno spazio storico con alberi monumentali di circa 700 mq. Su di esso si apre una casa isolata ottocentesca di due piani con una superficie totale di di 130 mq.
La casa sembra cresciuta come un’aggregazione di corpi aggiunti nel tempo che gravitano attorno al giardino. In realtà questa stratificazione è apparente perché frutto di un progetto unitario di riuso. Le case e il giardino furono acquistate nel 1970 dall’architetto Gino Valle, mio padre, che le ristrutturò, le unì internamente in un’unica residenza al primo e secondo piano, lasciando il livello terreno per il proprio studio. Il giardino fu sistemato da Ippolito Pizzetti negli anni Ottanta. Le case principale e secondaria sono state ulteriormente ristrutturate nel 2017 e sono ad oggi occupate rispettivamente da Piera Ricci Menichetti Valle e Pietro Valle, per quanto sono rimaste internamente collegate. La proprietà di tutti gli immobili e del giardino è di Pietro Valle.
La ristrutturazione di Gino Valle ha liberato tramezzi e suddivisioni formando un ambiente spazialmente continuo sottolineato dai pavimenti di legno e dai muri tinteggiati di bianco. Anche gli esterni e i serramenti di legno storici recuperati sono tinteggiati di bianco e fanno da sfondo al murale dell’artista Carlo Ciussi che sottolinea la presenza del portico sulla piazza. La casa è considerata dalla critica architettonica internazionale un esempio di riuso del patrimonio passato attuata in un periodo precedente alla riscoperta dei centri storici.
Il senso di una crescita casuale percepibile nell’insieme degli edifici è accentuato dall’informalità dell’arredo interno che vede l’accostamento di elementi diversi aggiunti nel tempo. Essi sono tutti pezzi “d’affezione”: oggetti storici di design, opere d’arte moderna, singoli frammenti emersi da regali di famiglia e acquisizioni da collezionista. Tra essi troviamo quadri, arazzi e sculture di Lichtenstein, Burri, Afro, Radice, Boetti, Stella, Warhol, Buren, Matta-Clark, Ciussi, Zigaina, Pellis, Buzzati, Ceroli nonché stampe di Piranesi e Magritte. Vi sono diversi pezzi d’arredo storici di Hoffman, D’Aronco, Sello, Terragni, Bertoja e Giò Ponti.
L’archivio contiene l’intera opera dell’architetto Gino Valle (1923-2003), considerato uno dei maestri dell’architettura italiana del Novecento e del padre Provino Valle (1887-1955) anch’egli architetto. L’archivio di Gino Valle consta di 40.000 disegni originali, 1500 fotografie (stampe originali e negativi di fotografi come Fulvio Roiter, Ugo Mulas, Italo Zannier, Carla de Benedetti, Giovanni Chiaramonte, Gabriele Basilico), 2000 diapositive, 15.000 riviste di architettura storiche. L’archivio di Provino Valle consta di 8.000 disegni, e 2500 foto e negativi originali d’epoca. La libreria di Provino e Gino contiene circa 10.000 volumi di architettura tra cui alcune edizioni storiche dei trattati di Palladio, Durand, Rondelet e Letarouilly.
La casa, studio, giardino e archivio Valle formano un unicum ambientale e insediativo che si vuole preservare nella sua configurazione informale cresciuta nel tempo.
Tra le 11.00 e le 13.00 e tra le 17.00 e le 18.00 avrà luogo la degustazione dei vini dei produttori di Refosco di Faedis http://www.refoscodifaedis.it/ che si terrà sotto il gelso monumentale se il tempo sarà favorevole. € 10.00 a persona
Alle ore 11.00 ed alle ore 16.00 avrà luogo, nella cucina storica, la conversazione “Ceramica e cucina nei Bergum tra medioevo e postmedioevo” con la Dottoressa Valentina Fiapp su reperti trovati in loco.
Casaforte Bergum è un raro esempio di architettura rurale fortificata risalente al XIV sec., situata nel comune di Remanzacco, ai confini con Faedis e a breve distanza da Cividale e Udine.
Circondata da antiche mura difensive, è costituita dall’elegante Domus che conserva negli interni reperti e arredi antichi, la massiccia Torre difensiva, la Foresteria ed altri edifici rurali annessi, tutti accuratamente restaurati in senso conservativo per preservarne il valore storico e architettonico e arredati con arredi d’epoca pregiati.
Immersa in un parco di 4 ettari con imponenti piante monumentali, la proprietà offre uno sguardo affascinante sul passato.
Inserita nella zona protetta del Parco fluviale del Torre e Malina, Casaforte Bergum è tutelata dalla Soprintendenza all’ Archeologia, Belle Arti e Paesaggio come bene di importante valore storico, culturale e paesaggistico.
Tra le sue mura di pietra, la Torre e la Foresteria accolgono oggi viaggiatori e appassionati in cerca di autenticità, bellezza e memoria.
Dieci posti letto, location per eventi di charme
Alle ore 20.30 avrà luogo un concerto con Ruben Xhaferi, pianoforte.
In collaborazione con l’Accademia Musicale A. Ricci di Udine.
Biglietti tariffa unica € 10,00 a persona. Prenotazioni a: accademiaricci@virgilio.it
Villa Rubini a Merlana fu costruita nel XVIII secolo dall’antica famiglia friulana dei conti Mantica.
Nel 1833 il conte Nicolò del fu Leonardo Mantica vendette l’intero complesso, con l’adiacente tenuta agricola di 272 campi friulani, a Domenico Rubini il quale, sviluppando l’attività del padre Pietro, era divenuto uno dei maggiori produttori di filati di seta in Friuli, filati che provvedeva a commerciare su larga scala, viaggiando (evidentemente in carrozza!) per raggiungere Milano e Vienna, dove aveva allestito depositi dei suoi prodotti.
Fu lui che provvide a costruire al lato Nord del giardino un nuovo magazzino agricolo, in sostituzione di quello più piccolo precedente. Si tratta del tipico “folador” della pianura friulana: cioè un edificio con al piano terra due lunghi vani affiancati, uno a Sud destinato a tinaia, ed uno a Nord destinato a cantina, e al primo piano un unico vano destinato a deposito delle granaglie.
In un periodo successivo l’edificio venne utilizzato per l’allevamento del baco da seta, installandovi i necessari fornelletti, in seguito rimossi.
Alle ore 17.30 avrà luogo, nella canipa medievale, il Laboratorio di Cucina Storica dai ricettari di Casa Arcano, con Elisa Pallavicini.
A seguire Cena conviviale, alle ore 20:30, riservata ai partecipanti del Laboratorio; in collaborazione con AICS.
€60.00 a persona. Prenotare a: info@labrunelde.it
Alle ore 10.00 avrà luogo la conversazione “Gli Arcano e la Brunelde: una storia millenaria” con il co. Maurizio d’Arcano Grattoni
Ingresso libero
La Brunelde è una Casaforte di origine duecentesca, sorta su preesistenze romane, oggi in veste di Villa Cinquecentesca. Conserva intatti travi a vista, muri in pietra, affreschi, pavimenti del ‘500 e arredi originali, dove rivivere un’atmosfera medievale.
Si visitano la chiesetta di famiglia, il parco e la residenza dei conti d’Arcano (che tutt’ora ivi risiedono), con la cucina antica dotata di girarrosto a peso funzionante, la sala da pranzo con la collezione di peltri e alabarde, la caminata con il grande camino e gli scacchi bianchi e rossi, il saloncino con i ritratti degli antenati, lo studiolo con l’archivio storico e l’albero genealogico e tanti oggetti strani e curiosi.
La visita prosegue nella parte dove un tempo c’erano la canipa e il granaio, oggi ristrutturati in sale, salone della Giustizia e suite, a disposizione degli ospiti per feste e soggiorni.
Durante le giornate del Festival, al termine delle visite, si potrà ammirare nell’annesso rustico la mostra “Il giardino illuminista francese; fabriques, follies. Una serie di stampe”
Alle re 17.30 avrà luogo il concerto con Paola Gregoric, arpa. In collaborazione con l’Accademia Musicale A. Ricci di Udine
Biglietti tariffa unica € 10,00 a persona. Prenotazioni a: accademiaricci@virgilio.it
Palazzo De Gleria è una dimora storica del XVIII secolo situata in Carnia a Povolaro, frazione del comune di Comeglians; unico esempio di villa Veneta presente nel territorio carnico. L’edificio è stato costruito da una famiglia di commercianti (cramars) e banchieri che alternavano la residenza tra Monaco di Baviera e la Carnia per cui presenta una interessante mescolanza di stile architettonico veneto e bavarese . Il prospetto principale è caratterizzato dal portale d’ingresso e dalle soprastanti aperture in asse. Il portone ligneo , con sopraluce in ferro, è circondato da una cornice in pietra ad arco a tutto sesto. Sull’apice della chiave di volta , è presente uno scudo nel quale sono scolpite le iniziali del primo proprietario B(iasio) D(e) G(leria) , la data di costruzione dell’edificio “1768” ed il simbolo dei cramars. Ai lati della porta finestra sotto il timpano si trovano 2 quadranti di orologio di cui uno dipinto, da cui il nome anche di “Casa degli orologi”.
L’interno è compartito secondo lo schema tradizionale delle Ville venete con salone passante e stanze laterali. Al piano terra esiste un vasto ambiente con soffitto a volte già adibito a fondaco . Al primo piano è conservata una tipica cucina carnica settecentesca con focolare centrale ed arredi. Al secondo piano si conservano alcune stanze con pavimentazione a terrazzo Veneto . L’edificio è circondato da cortile d’ingresso con selciato settecentesco e giardino all’italiana con arredi di pietra originali. Nel piccolo borgo si possono ammirare altri edifici della stessa epoca.
Alle ore 18.30 avrà luogo la presentazione del libro “Torte di guerra” di Marisa Sestito. Storie di vita, dolore e speranza
Alle ore 18.30 avrà luogo la presentazione del libro “IL FRIULI NEL NOVECENTO” di Attilio, Giuseppe, Paolo Brisighelli
Memorie in immagini
Alle ore 18.30 avrà luogo lo spettacolo “Atmosfere dell’Ottocento: danze storiche a Palazzo Orgnani” a cura della Società di Danza Triestina, diretta da Carla Collina.
Ingresso libero
Alle ore 18.00 avrà luogo il Concerto “Šostakóvič incontra Michelangelo” a cura dell’Associazione Musicale Sergio Gaggia con protagonisti notevoli interpreti quali il cantante basso Frano Lufi e il pianista Leonardo Zunica. Il programma prevede l’esecuzione delle liriche di Michelangelo Buonarroti musicate dal grande compositore moscovita con i testi originali in italiano. Nel concerto potremo per la prima volta ascoltare un antico pianoforte Bösendorfer, recentemente acquisito e restaurato dai proprietari del Palazzo.
Prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento dei posti, a: silvia.assgaggia@gmail.com
Biglietti interi € 15,00, ridotti € 12,00 (soci Gaggia, Slowfood) studenti € 3,00
Alle ore 18.00 avrà luogo la presentazione del libro “Prima pagina” di Antonella Fiaschi. Converserà con l’autrice l’avvocato Enrico Leoncini.
Ingresso libero, è gradita la prenotazione.
Palazzo Asquini sorge nel centro storico della città di Udine ai piedi del castello in via Manin. Il complesso del palazzo è costituito da due corpi principali connessi tra loro da due corpi secondari; a ovest un ballatoio con stanze ad est scalone monumentale; tra i due corpi una piccola corte e posteriormente un giardino rettangolare.
Il Palazzo è di proprietà della famiglia Asquini dal 1772, anno in cui il conte Fabio Asquini, illustre agronomo, lo acquistò dalla famiglia Pavona.
L’aspetto attuale della facciata del Palazzo, su progetto dell’architetto Giuseppe Zandigiacomo, è del 1857. La facciata è stata completamente restaurata nella seconda parte del 2021, sia nelle cornici lapidee sia ridonandole il colore originale giallo 700. Nel piano nobile si trova un oratorio privato con pala d’altare raffigurante la SS. Concezione del pittore veneziano Pier Antonio Novelli datata 1794.
La facciata del secondo corpo del Palazzo è quella verso il Castello. Uno scalone cinquecentesco in pietra tra due pilastri bugnati collega la parte più bassa del giardino con il primo terrazzamento a cui seguono altri 5 terrazzamenti collegati da una lunga scala di pietra sino alla terrazza dei cipressi alla sommità del colle del Castello. Quest’ultimo gradone del giardino mostra ancora l’unica superstite rimasta delle 7 opere di difesa delle bombarde austriache realizzate dopo i moti insurrezionali del 1848.
Palazzo Scolari è una dimora gentilizia risalente al XVII secolo, dichiarata dallo Stato Italiano bene di interesse storico e culturale.
L’ingresso pedonale dalla via Gorgazzo è caratterizzato da un piccolo portico sostenuto da due colonne di pietra originali e riconducibili al XV° secolo.
Palazzo Salice-Scolari ha un caratteristico e originale giardino all’italiana realizzato, a suo tempo, dal proprietario ingegner Pietro Quaglia (1810 – 1882) dopo la morte dell’amatissima moglie Maria Mainardi avvenuta nel 1861.
Il giardino è addossato alla collina retrostante Palazzo Salice-Scolari e vi si accede mediante un ponte che attraversa un torrente.
Esso è costituito da due parti distinte: quella particolare con terrazze di terrapieni a due livelli, le quali offrono una originale visione estetica, e la parte esterna caratterizzata da un sentiero, accompagnato da una bassa siepe, che porta in un punto panoramico dove è possibile ammirare Polcenigo nella sua complessità architettonica e paesaggistica.
Le terrazze del giardino all’italiana di Palazzo Salice-Scolari sono state restaurate nel 1985 e il risultato finale ha rispettato l’originaria struttura come ideata e realizzata dall’ing. Pietro Quaglia.
Villa Attems è una Dimora Storica gentilizia, tuttora di proprietà dell’omonima famiglia, la cui struttura, con le sue pertinenze agricole formano un piccolo borgo che si apre su un parco storico terrazzato di cinque ettari.
La storia di Villa Attems trova le prime documentazioni alla fine del Cinquecento e di generazione in generazione, la tenuta passa per linea diretta all’interno della stessa famiglia, di padre in figlio, per 375 anni sino ad arrivare ai giorni nostri.
Il parco dall’estensione generosa è stato menzionato come uno tra i più belli d’ltalia e rimane chiuso da mura di cinta originali di fine “700.
Al suo interno vi trova naturale collocazione la fontana disegnata dall’illustre architetto di Maria Teresa d’Austria, Nicolò Pacassi su commissione della famiglia; un pozzo e un bunker risalente alla prima guerra mondiale, edificato nel 1917 dalla II Armata Zappatori, di cui il corpo ufficiali occupò la villa per numerosi mesi essendo il paese di Lucinico ultimo baluardo friulano, strategicamente perfetto per la presa di Gorizia durante la Grande Guerra.
La barchessa e le antiche scuderie, quali pertinenze agricole di Villa Attems, sono state oggetto di completo restauro e nel 1965 la villa padronale è stata oggetto di una prima importante ristrutturazione su intervento del noto architetto Aldo Cervi stretto collaboratore di Umberto Nordio.
Villa Attems annovera una produzione di fragranze legate al territorio sotto il brand di “Acqua del Collio” con speciali profumazioni per ambiente e unici eau de parfum sia per uomo che per donna.
Alle ore 11.00 avrà luogo il concerto di chitarra con Stéphan Masserano. In collaborazione con l’Accademia Musicale A. Ricci di Udine
Biglietti tariffa unica € 10,00 a persona. Prenotazioni a: accademiaricci@virgilio.it
Prenotazione obbligatoria su: visit.declaricini.it
Villa de Claricini Dornpacher si trova a Bottenicco di Moimacco, piccolo borgo rurale alle porte di Cividale del Friuli.
Fu edificata intorno alla metà del sec. XVII dalla famiglia de Claricini Dornpacher e dal 1971 è sede della fondazione omonima istituita per volere della contessa Giuditta de Claricini, ultima propietaria della villa, con lo scopo di conservarne il patrimonio avito e promuovere studi e manifestazioni culturali. Il complesso comprende la grande casa dominicale, la chiesa e annesse dipendenze.
La villa, pur caratterizzata dai tratti distintivi della villa veneta, mantiene lo sviluppo orizzontale proprio della casa colonica friulana. Gli ambienti interni conservano il mobilio originale, una ricca biblioteca con oltre 5.000 volumi, quadri e stampe, la collezione di tessuti antichi e ricami della contessa.
La villa si apre su un magnifico giardino all’italiana e sul parco con gruppi di essenze secolari di faggi, cedri, abeti e lecci. Fa da cornice e circonda la villa il vigneto aziendale dal quale si produce il vino de Claricini custodito nella cantina che affianca la villa.
Nelle due giornate del Festival, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, si potrà ammirare la mostra“La danza interiore del colore”: esposizione di opere di Gianluca Vaghini. (nato a Piacenza nel 1966, le sue opere possono attraversare il figurativo, l’astratto e il simbolico proprio come l’anima attraversa stagioni interiori diverse).
Nelle due giornate del Festival, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, si potrà ammirare la mostra “La bellezza del filo: uncinetto friulano e merletto a tombolo- collezione privata”.
Durante gli orari di visita, nelle due giornate del Festival, sarà possibile effettuare la degustazione dei vini dell’Azienda agricola Borc da Vila, a € 20,00 a persona.
Sarà inoltre possibile acquistare i vini dell’azienda stessa.
Villa del Torre è una villa settecentesca privata, è situata nel cuore della pianura isontina e la sua struttura si ispira a quella delle ville venete.
La villa sorge al centro di Romans d’Isonzo nella zona orientale del nucleo storico del paese esattamente lungo la via principale. Venne edificata dai baroni Lottieri di Gradisca d’Isonzo agli inizi del XVIII sec., ma la loro permanenza a Romans fu tanto breve, che nei primi anni del 1800 un ramo dei del Torre, nobile famiglia friulana proveniente da Cividale, ne acquistò una parte per ivi insediare le proprie attività, tra cui quella agricola.
Nel corso del XX secolo Giuseppe del Torre divenne proprietario anche del corpo centrale della villa salvandolo dallo stato di abbandono, in cui versava a causa del primo conflitto mondiale e della trascuratezza dei precedenti proprietari. Fu proprio Mario del Torre, figlio di Giuseppe a iniziare un fedele restauro dell’immobile mantenendo e ripristinando l’assetto originale del complesso vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli-Venezia Giulia.
Dal punto di vista architettonico la villa mostra una evidente impronta neoclassica con numerose reminiscenze della tipologia veneta e alcuni rimandi tipici dell’influenza mitteleuropea. Contorna la proprietà un parco di sei mila metri quadrati perimetrato da un muro di cinta in pietra recentemente restaurato, all’interno del quale sono presenti piantumazioni risalenti anche al XVIII sec.
L’impianto della casa, originariamente rurale, parrebbe seicentesco, sulla base dell’analisi della volta posta sopra le scale in pietra, che da terra portano al primo piano. L’edificio fu completamente rimaneggiato nel corso del XIX secolo, per adattarlo alle esigenze dei vari proprietari che si susseguirono nel tempo, attraverso la realizzazione di pertinenze e annessi agricoli (granaio, stalla, fienile). Attorno al 1850 la proprietà era ancora intestata alla famiglia Della Donna, possessori di numerosi immobili e terreni in Valvasone e nei comuni limitrofi.
L’attuale giardino all’italiana risale al 1936 ed è composto da aiuole delimitate da siepi di bosso, risalenti all’epoca. L’ingresso della villa è enfatizzato dalla presenza di un breve viale d’ingresso caratterizzato dalla presenza di 4 tigli, piantumati nei primi anni del ‘900. Nel giardino sono presenti alberi secolari di pregio, quali un osmathus fragrans, una sophora japonica pendula ed una magnolia grandiflora. Sul retro della villa è presente un gelso secolare, l’orto in cassoni, coltivato con il metodo sinergico ed una recente zona a frutteto, piantumata con varietà antiche.
Alle ore 16.00 avrà luogo il concerto del Trio David. In collaborazione con l’Accademia Musicale A. Ricci di Udine
Gloria Santarelli, violino – Chiara Mazzocchi, viola – Tommaso Castellano, violoncello
Biglietti tariffa unica € 10,00 a persona. Prenotazioni a: accademiaricci@virgilio.it
Villa Florio Maseri, situata nel cuore di Persereano, frazione di Pavia di Udine, è una raffinata dimora storica friulana che unisce eleganza architettonica e memoria culturale. Il complesso, risalente tra XVII e XVIII secolo secondo le diverse fonti, comprende la casa padronale, le barchesse, i rustici, la cappella di famiglia dedicata a Sant’Ignazio di Loyola e il giardino retrostante, testimoniando la tipica organizzazione della villa di campagna veneta-friulana.
Nata come residenza estiva della famiglia Florio, la villa era legata anche alla vita agricola del territorio, in particolare alla produzione vinicola, come suggerisce la presenza della cantina seminterrata. Oggi Villa Florio Maseri conserva il fascino della sua storia ed è anche un luogo di valorizzazione culturale, collegato alle attività della Fondazione Attilio Maseri e a iniziative di studio e restauro che ne rinnovano il ruolo nel presente.
Alle ore 20.30 avrà luogo il concerto “Libra Duo” Giulia Freschi, soprano – Alessandro Del Gobbo, pianoforte.
In collaborazione con l’Accademia Musicale A. Ricci di Udine
Biglietti tariffa unica € 10,00 a persona. Prenotazioni a: accademiaricci@virgilio.it
Alle ore 18.00 avrà luogo la presentazione del libro “Acque vive. La via dei Fiumi in FVG” di Cristina Noacco
Alle ore 18.00 avrà luogo la presentazione del libro “Il Ribelle” di Nilo D’Osualdo, con il Patrocinio dell’Associazione Stellinani
Villa Gallici Deciani è una spettacolare dimora di stile veneziano del XVII secolo, che si trova nel Friuli collinare a nord di Udine, in uno scenario perfetto per matrimoni, eventi esclusivi e incontri culturali e mondani. Inserito in uno splendido paesaggio tra colline, viti, ulivi e pascoli, con l’incantevole sfondo delle Alpi, il sito è ricco di storia e di ricordi familiari. La Villa, il Parco ricco di imponenti piante monumentali e il Giardino segreto dell’oratorio offrono, con le loro eleganti atmosfere alla Downtown Abbey, uno scorcio autentico dell’ambiente friulano dei secoli passati.
Le visite, guidate personalmente dall’attuale proprietario, discendente della famiglia Deciani, offriranno ai visitatori un’esperienza indimenticabile.
Dalle ore 12.00 sarà possibile fare un picnic nel parco botanico.
Villa Iachia è una dimora storica fondata nel XVIII secolo situata nel Comune di Ruda (UD), a pochi chilometri dalla città romana di Aquileia e da Gorizia. Tra il 1870 e il 1880 Giacomo Davide Iachia creò un’azienda agricola che divenne una delle più importanti della zona. Oggi Villa Iachia è stata riconvertita in attività turistico-ricettiva. La famiglia Iachia, proprietaria della Villa da più di duecento anni faceva parte dell’alta borghesia della città di Trieste. Giacomo Iachia sposò infatti Jole Vivante, l’ultimogenita di Giuseppe Vivante e Natalia Schmitz, sorella del celebre scrittore Italo Svevo. Con i suoi quattordici ettari, quello di Villa Iachia è il più grande parco privato del Friuli Venezia Giulia con due trincee della Prima Guerra Mondiale, ancora ben conservate.
Alle ore 17.00 avrà luogo, nell’orangerie della villa, il concerto “Da Ludwig a Rach”
Francesco Dillon, violoncello, Lucrezia Proietti, pianoforte, Elena Abbado, enorelatrice
Musiche di L. van Beethoven, G. Faurè, S. Rachmaninov
organizzato dall’Associazione Musicale Sergio Gaggia nell’ambito della rassegna Enoarmonie 2026
Prenotazioni a: silvia.assgaggia@gmail.com Biglietti interi € 15,00, ridotti € 12,00 (soci Gaggia, Slowfood) studenti € 3,00
Costruita nel XVII sec. per conto della famiglia Lovaria che tuttora vi abita rappresenta un esempio della fusione degli stili della villa padronale friulana e della villa veneta con prospetto allungato e centralmente un timpano sorretto da lesene.
Gli interni sono caratterizzati da un apparato decorativo neoclassico dei primi ‘800. Posteriormente alla villa ampio parco e giardino all’italiana.
Recentemente è stata oggetto di interventi di manutenzione che hanno riportato alla luce l’affresco dello stemma nobiliare incluso nel timpano di facciata.
Il complesso dominicale è costituito dall’edificio principale che, con gli annessi rustici laterali, forma un impianto planimetrico irregolare a “C” che racchiude il cortile d’onore con un platano secolare. Nel 1800 la villa passò al ramo spagnolo della famiglia, i quali apportarono modifiche sia alla facciata che all’interno per adattare le semplici forme dell’edificio originario alle esigenze e al gusto dei nuovi proprietari.
La dimora è un tipico esempio architettonico in cui sono fusi il modello della casa padronale friulana con quello della villa veneta patrizia con il prospetto contrassegnato da un forte linearismo.
Il corpo principale è articolato su tre piani, la pianta allungata è raddoppiata in larghezza e presenta un salone centrale passante, mentre sul lato anteriore destro è collocato lo scalone. La parte centrale della facciata principale è delimitata da due lesene poggianti su piedistalli ed è caratterizzata da un frontone triangolare, leggermente aggettante, ornato nei suoi vertici da elementi in pietra.
Nella parte posteriore si trova il parco di ca. 20.000 mq. nel quale si possono ammirare una luminosa limonaia e numerose piante secolari su cui domina un maestoso Cedrus deodara (circonferenza fusto 590 cm. altezza 30 m.) catalogato, per età e dimensione, tra gli alberi monumentali della regione.”
Costruita verso la metà del Seicento dai Mangilli, una famiglia di mercanti originari della Lombardia, fu ristrutturata nel secolo successivo.
Alla villa si accede dal cancello in ferro battuto fra due pilastri in conci di pietra sormontati da anfore che declinano ai lati in due volute. Sul giardino, superate le due peschiere semicircolari, s’affacciano le due barchesse e la villa, preceduta da una scalea balaustrata. Il portale d’ingresso reca al di sopra di un eleborato architrave lo stemma della famiglia Mangilli e i comignoli sono abbelliti da pinnacoli cuspidati.
Sulla strada è visibile la cappella dedicata alla Natività di Maria, eretta nel 1676 e ristrutturata nell’Ottocento.
Alle ore 18.30 avrà luogo l’Aperitivo con l’arte – Caravaggio – in collaborazione con Associazione Adelinquere.
Per informazioni e biglietti contattare https://aperitivoconl’arte.it
Villa Marchese de’ Fabris è la splendida dimora risalente alla fine del Seicento, realizzata per volere del Marchese Ottavio de’ Fabris in occasione del suo matrimonio con la contessa Savorgnan.
Un’incantevole villa, affascinante e accogliente, circondata dalla verde campagna goriziana e dai suoi rigogliosi vigneti, offre uno splendido colpo d’occhio al visitatore per rapire il suo sguardo e portarlo in una dimensione rarefatta, ricca di suggestioni e di eleganza.
Il Giardino all’italiana avvolge il visitatore con i suoi alberi secolari, i roseti e la fontana centrale. Di fronte, il corpo centrale impreziosito da una doppia scala in pietra e attorno gli edifici della proprietà con a fianco la cappella consacrata intitolata a S. Antonio con altare ligneo di fattura ungherese.
Sotto la scala un ampio porticato che ospita un mosaico con lo stemma di famiglia.
Salendo le scale esterne si accede al salone delle feste con pavimento in seminato veneziano di colore grigio chiaro e grigio scuro, le pareti decorate in gradazioni di rosa antico con preziosi stucchi bianchi e un antico ritratto del Re di Polonia.
Allo scoppiare della prima guerra mondiale, la villa venne a trovarsi sulla linea del fronte dell’Isonzo; nell’ottobre del 1915 l’edificio venne quasi completamente distrutto, perdendo tutti gli arredi interni, e nel 1916 ricostruito velocemente dall’Esercito Italiano, che fece un ospedale militare.
Dopo la disfatta di Caporetto, nell’ottobre del 1917, e fine alla conclusione della guerra, dunque per un intero anno, la villa venne utilizzata dall’esercito austroungarico sempre come ospedale militare, come risulta da una iscrizione sull’altare ligneo della cappella della villa, che ricorda come l’Imperiale e Regio ospedale di riserva di Csáktornya (attuale Cakovec) venne trasferito dall’Ungheria a Begliano, dove rimase a disposizione dei feriti del Piave.
Nel corso del tempo la sua struttura ha subito diverse mutazioni fino a quella attuale, con numerose sale, un salone delle feste, una cantina molto ampia, un prezioso sottoportico, la chiesetta consacrata, un ampio giardino davanti e un giardino all’italiana sul retro, adiacente a un vigneto.
Il primo nucleo di Villa Orgnani Linda risale al secolo XVI, quando il complesso immobiliare veniva usato come Casino di caccia, che nel 1649 Bernardino Orgnani acquistò dal conte Antonio Savorgnan. A cavallo tra XVII e XVIII secolo l’edificio assunse le forme e dimensioni attuali e dal 1711 è stato usato unicamente come residenza.
Nel Catalogo delle Ville Venete la casa è formalmente così descritta: “Percorrendo il lungo viale alberato che separa la Villa dall’abitato di Plaino, si percepisce intatto il fascino di questa dimora di campagna. La Villa padronale ha forme sobrie ed eleganti sviluppate con il linguaggio tipico dell’architettura patrizia veneziana. La facciata principale è tripartita dall’accostamento del volume centrale, a tre livelli, con due ali laterali più basse. In corrispondenza dei saloni principali si trovano gli elementi decorativi più significativi del fronte: l’alta porta rettangolare al piano terra e una porta finestra con balconcino in ferro battuto e timpano triangolare al piano nobile”.
Villa Pace si trova nel piccolo Borgo rurale di Tapogliano a pochi chilometri da Aquileia, storica città romana, da Palmanova, stellata città-fortezza veneziana, e da Cividale, capitale Medioevale del Friuli, tutti tre siti UNESCO.
Tapogliano è anche a pochi chilometri da Grado, storica spiaggia dell’Impero Asburgico.
La dimora è posta al centro di un ampio parco, chiuso ad est ed ovest da due barchesse adibite l’una a champagneria dell’azienda vinicola Perusini e l’altra all’accoglienza con appartamenti per case-vacanza.
Villa Pace è iscritta a Dimore Storiche Italiane e fa parte delle migliaia di residenze private che in Italia attirano ogni anno un numero di visitatori quasi paragonabile a quello dei musei pubblici e che assieme ad essi rendono prezioso ed unico il nostro paese.
Di forma cubica, chiusa ai lati da torri angolari che caratterizzano molte ville nobiliari sul confine orientale, fu costruita nella metà del seicento per volontà di Carlo Maria Pace v. Friedensberg, Feldmaresciallo dell’imperatore Leopoldo I e restaurata a metà del Settecento da un altro Carlo Maria Pace. Villa Pace è sempre rimasta proprietà della famiglia che la costruì e conserva gran parte degli arredi originali, anche se venne parzialmente saccheggiata al passaggio del fronte nel corso della Prima e della Seconda Guerra Mondiale.
Il restauro, a cui la villa è stata sottoposta negli ultimi dieci anni, ha permesso il recupero degli spazi originari e di straordinarie pitture murali Settecentesche, che sono le più antiche raffigurazioni note in Italia dei viaggi del capitano James Cook.
Durante gli orari di visita sarà possibile effettuare la degustazione di 3 vini pressi il Wine Bar Giardini di Ritter de Záhony.
€ 5.00 a persona
Nell’XI secolo, il Monastero Benedettino di Santa Maria, da cui il borgo prese nome, aveva vasti possedimenti e assunse sempre più un posto di rilievo nella storia del territorio di Aquileia, influenzando le sorti religiose, economiche e sociali di tutte le aree circostanti.
Nel 1782 il complesso ecclesiastico venne venduto alla famiglia Cassis Faraone che trasformò il Monastero Benedettino in villa- fattoria.
Nel 1850, la tenuta venne acquistata dalla famiglia di Giulio Ettore Ritter de Záhony, originaria di Francoforte sul Meno. Il Barone e Ritter de Záhony insieme al figlio Eugenio, trasformarono la tenuta di Monastero in una società agricola innovativa, dedita alla ricerca e sperimentazione di nuove tecniche di gestione della viticoltura e della produzione vivaistica di barbatelle (un milione e mezzo l’anno) esportate in tutto l’impero Austroungarico.
Indubbiamente il successo del vino del Barone Ritter de Záhony fu favorito anche dall’unione della figlia Elvine, con il Conte Theodor de la Tour, esponente di un’antica e nobile famiglia francese di religione cattolica. Infatti, nel 1877, ai novelli sposi il padre di Elvine diede in dote il consistente appezzamento terriero di Russiz, tra dolci declivi nel cuore del Collio Goriziano.
La storia dell’antica famiglia Ritter de Záhony è impressa nella storia del territorio per le attività industriali d’eccellenza. A Gorizia, dove i Ritter lavoravano il cotone e la seta, costruirono nella colonia operaia di Straccis. A Trieste Giovanni Cristoforo Ritter de Zahony fu tra i soci fondatori delle Assicurazioni Generali e ne divenne il primo Presidente.
La residenza di Monastero ad Aquileia si aprì a una serie di ospiti illustri che fra il 1863 e il 1915 lasciarono la loro firma sul »Diario di Famiglia«. Fra essi l’Arciduca Carlo Ludovico, ospitato la notte del 2 agosto 1882 quando si trovava ad Aquileia per inaugurare il neonato C. R. Museo dello Stato; l’Arciduca Ranieri, governatore del Lombardo-Veneto, ospite d’onore di un tè pomeridiano celebrato dalle cronache locali nel 1890; infine Federico Augusto di Sassonia, che nel 1910 vi giunse in automobile da Trieste.
I valori trasmessi dalla famiglia Ritter de Zahony, sono arrivati inalterati attraverso i secoli a Guido Federico Rossignoli che gestisce direttamente l’azienda di famiglia con un credo che permette la continuità di un lavoro, dove le uve vengono lavorate in cantine all’avanguardia, in continuo dialogo con il territorio.
Ai visitatori verrà offerto un calice di benvenuto e visita della cantina. Per finire degustazione di 3 vini accompagnata da stuzzichini del territorio.
€ 15.00 a persona
Una dimora settecentesca immersa in un parco secolare nel cuore del Friuli Venezia Giulia. La data di costruzione della villa viene indicata tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700.
Nel 1891, allora territorio austriaco, la proprietà passò al barone Franz Kuhn von Kuhnenfeld, ministro della guerra e consigliere dell’imperatore Francesco Giuseppe.
Nel 1937 la proprietà fu acquisita da Romano Vitas che la scelse come sede dell’azienda vitivinicola di famiglia.
Indirizzo Email sede
Per richiedere informazioni compila il modulo, ti risponderemo il prima possibile.